Essere citati da Wikipedia

Il mio post Italianismi nel somalo e nell’amarico (che ripubblico aggiornato di tanto in tanto, per questo le date “ballano”) è stato citato dalla Wikipedia inglese nella pagina dedicata all’Etiopia, in riferimento a questo passaggio:

“Italian, the former colonial language, is still spoken by few parts of the population, mostly among older generations, and is taught in some schools (most notably the Istituto Statale Italiano Omnicomprensivo di Addis Abeba); also, Amharic and Tigrinya has some influence of Italian.”

Si tratta di un risultato degno di nota, anche se non ha nulla a che fare con l’autostima o l’egocentrismo da blogger: semplicemente il fatto che proprio con un post come quello (che è un po’ trollante, lo ammetto) sia riuscito a sfondare il “muro di gomma” di Wikipedia mi pare sia un fatto di buon auspicio per tutto ciò che questo blog rappresenta.

Devo ammettere di esser sempre stato diffidente sul progetto Wikipedia in italiano, perché come qualsiasi cosa “culturale” che giunga nel nostro Paese era già stata preventivamente piddinizzata (addirittura prima che il Pd nascesse): anche questo ho preferito non collaborarvi mai, nonostante la motivazione ufficiale risieda sempre nella nota facezia di Grouch Marx («Non vorrei mai far parte di un club che accettasse tra i suoi soci uno come me»).

In ogni caso ho sempre considerato la Wikipedia “originale” uno strumento straordinario, in grado di offrire alla plebe un approfondimento di alto livello su qualsiasi argomento dello scibile. Solo grazie a essa nel mondo possono esistere, per esempio, un articolo sulla Crisi politica polacca del 1968 in romeno, una pagina in figiano sui pentecostali cinesi o una enciclopedia di oltre centomila voci in Volapük.

Perciò non è forse un caso che sia stato infine citato su quella inglese (c’è anche la possibilità che chi ha linkato abbia capito solo che era un elenco di prestiti italiani in amarico, anche se le polemiche ci sono comunque state): è chiaro che la versione italiana resterà off-limits fino a quando l’universo non verrà conquistato interamente alla nostra causa.

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