La modernità, il neoliberalismo e la rivoluzione francese sono i motivi per cui non abbiamo una fidanzata

Su r/Braincels (il reddit semi-oscurato degli incel) un anonimo commentatore nega qualsiasi “complotto” dietro l’aumento esponenziale dei celibi involontari verificatosi negli ultimi anni, attribuendo, non senza amarezza, ogni “responsabilità” alla biologia:

«Siamo solo un errore evolutivo scaturito per puro caso da mutazioni genetiche. Il modo in cui la società tratta gli uomini brutti non è che una risposta evolutiva per eliminare i geni di bassa qualità. Non c’è nessun complotto dietro tutto questo».

Come prevedibile, alla riduzione a coping di qualsiasi analisi politica (o anche solo sociologica) della questione incel è seguito un dibattito volto a restituire dignità alle posizioni “complottiste”, sintetizzabile in due commenti (l’uno “moderato”, l’altro “estremo”):

«Non è un complotto, ma i recenti rivolgimenti nel campo dei diritti delle donne e della tecnologia (Tinder) hanno contribuito a tutto questo. Fondamentalmente è colpa della sinistra»

«È un complotto. I diritti delle donne sono stati propagandati e sostenuti finanziariamente all’inizio del XX secolo da prominenti magnati statunitensi come i Rockefeller. Il loro scopo era semplice: 1) Destabilizzare la famiglia convincendo le donne di non aver bisogni degli uomini; 2) Allontanare i figli dalle madri per farli crescere da estranei; 3) Invogliare le donne a lavorare, aumentando così la disponibilità di forza-lavoro per abbassare i salari […]; 4) Spodestare l’uomo, distruggere il patriarcato e porre fine a 10000 anni di civiltà che hanno fatto progredire questa specie più di quanto fosse possibile con la caccia e la raccolta.
Non fatevi ingannare, quello che accade in Occidente è stato pianificato da tempo e orchestrato con l’intento di toglierci il nostro stesso istinto di sopravvivenza. Senza il patriarcato la civiltà non può esistere. Un uomo scambierà il proprio lavoro solo con la garanzia di un po’ di figa»

A questo punto, tanto varrebbe porre il problema nei termini di Tradical, un account Twitter cattolico integralista di incredibile successo:

La modernità, il neoliberalismo e la rivoluzione francese sono i motivi per cui non abbiamo una fidanzata. Come direbbero gli incel: de Maistre IQ.

19 commenti su “La modernità, il neoliberalismo e la rivoluzione francese sono i motivi per cui non abbiamo una fidanzata

  1. Per farsi due risate: su r/Italy oggi c’era un thread “serio” (si fa per dire) in cui confessare la propria “verginità” (virgolette necessarie per la definizione un po’ bizzarra che ne hanno dato). Una cosa “for the lulz”, anche se gli autori lo negano.

    Ebbene, di tutti i “vergini” che hanno risposto, soltanto due sono donne, di cui una lamenta di problemi di vaginismo ma che a breve dovrebbe finalmente giungere a un rapporto completo (extramatrimoniale, ça va sans dire) e l’altra di asessualità.

    E poi si lamentano dello “slut shaming”. Mavaffanculo, va’.

    1. Ahaha cringe fest… Quarant’anni vergine perché “sono troppo perfezionista”, “il sesso non è un mio chiodo fisso”, “sono bellissimo ma poco socievole”, “sono asessuale”, “mi trovo bene da solo”, “i miei colleghi sono tutti uomini”, “non mi pongo il problema”, “non la vedo come una gara”, “mi vesto male”, “il desiderio di intimità fisica con un’altra persona è irrazionale”, “vergine sì incel mai” (SIC!!!!)…

  2. L’analisi da fare sarebbe importante ed inoltre sulla rivoluzione francese vorrei scrivere qualcosa ma il concetto stesso di modernità ( e quindi antimodernismo nelle sue varie sfaccettature ) come neoliberalismo ( che a leggerlo stile veicolo totem vien voglia di divenire rothbardiani ) non hanno molto senso ed è una puntualizzazione che va fatta.

    Come va ribadito che il fidcorso patriarcato vs matriarcato è inesistente come scrivevi in altro articolo essendo questione di armonia muliebre ed ordo virile.

    Se ho sostenuto che certe esternazioni alle volte sono profemministe il senso è proprio in questi esempi di cui il complottismo è solo serbatoio e fucina: dai tradizionalisti in ambito religioso a chi la butta sul politico da destra, in realtà mi pare non solo che il nemico non sia inquadrato/circoscritto ma proprio che le donne non lo siano in quanto femmine ( visto che le vediamo in quanto femmine giusto? ) e ci si reputa esenti dal gioco allo svelamento.
    Non si potrebbe dire che i maschi sono finalmente ridotti a ciò che sono? Non si potrebbe dire che le femmine alfa sono anch’esse dietro le quinte , mantidi o ragni che gestiscono parte del gioco.
    La risata più grande è per me stata, nelle varie spiegazioni, il desiderata del monogamismo femminile che nell’ipergamia è sconfessato.
    Ed il maschio si sa che è ipogamo(?).

    E penso di avere diritto di parola con cognizione essendo kv. Ma vabbè, il nemico è a sinistra ed è meglio stare coi tridentini…poi i romanzieri si sposano colle giapponesi e se scandagli la vita o leggi bene, più che avvisi o critiche coltivano il mondo che descrivono.

    1. Daouda, come forse saprai, il nemico è il monismo. E’ inevitabile che il monismo, storicamente, percorrendo vie tortuose, finisse per ipostatizzarsi nel femminile (l’essere giustificato in quanto essere). E il femminile, politicamente armato, è il mezzo (effecacissimo) per gettar via la scala, e riscrivere la storia, come storia del presente. Orde di maschi semi-integrati fungono solo da combustibile (o, ancor peggio, da semi-combstibile) e non possono che perire. Bisogna lasciar riposare il principe del mondo nel mondo. Solo un salto (neo-monachesimo?? – ma sarebbe un monoinstagramm) può superare la sua mondanità.

      1. “L’essere giustificato in quanto essere” è una frase che di per sè non dice nulla ma ad ogni modo il monismo è insussistente. Se l’obiettivo è distruggere e far perdere più gente possibile, soprattutto da quando si è implementata la popolazione, il modo migliore è far credere che la parodia del governo mondiale voglia opporsi a Dio ed è qui infondo la cartina tornasole dello smascheramento di ogni complottismo visto che la fantomatica cupola di per sè non c’è proprio stando alle parole di nostro Signore e la sua ironia su Satana diviso in sè stesso che si prende troppo seriamente…
        Potrei citare ulteriormente Isaia in un oracolo dove infondo è scritto che la condizione di sottomissione della donna nei tempi ultimi sarebbe stata ribaltata ma non ho a mente il passo preciso, ne accenno riguardo alle classiche dicotomie del mondo tipo tempo/spazio et similia : all’inizio padroneggia un polo, ultimativamente l’altro, ma stanti ai miti questa è una condizione di squilibrio, consequenziale più che naturale in sè.

        Ecco perché calco sul ribadire che se della femmina si vuol oggi dire finalmente come è , lo stesso lo si deve dire del maschio. Lo si fa? No e gatta ci cova. Inoltre ammettere ciò vuol dire considerare naturali cose che di per sè non lo sono e quindi cascare nel pantano giocando la partita a modo “loro”. E dunque infatti si ciancia di religione in termini di freno, ordinazione, armonizzazione, tutte cose che possono avere senso per un pagano od un ebreo più che per un cristiano, se ci si crede.

        Credo ci sia quindi poco da far riposare…come anche sperare che la mondanità possa esser superata e te ne accorgi da te d’altronde. Fosse per me chiunque che non sia io per me stesso che volesse e/o potesse risolvere il problema incel e femminismo , immigrazionismo et cetera, quello è il primo da accoppare.
        Io sono un anticomunista viscerale, e ripeto che i comunisti sono a destra. E’ cosa difficile da far digerire a chi crede che il comunismo sia un’ideologia od un’estetica, una visione del mondo.
        Bah.
        Poi per carità, io non sono arrivato da nessuna parte eh , dovrò crepare e quindi di per sè qualsivoglia narrativa si esaurirà con la mia decomposizione.

        p.s. scrivo di comunisti e li intendo chiaramente in senso lato.

        1. “L’essere giustificato in quanto essere” è una frase che di per sè non dice nulla.
          Vero, di per sé è una vuota formula. Ma non può essere intesa come tale. Se si è attenti, e pazienti, senza ormai vani scetticismi (credo che in questo momento sia necessario rinunciare a tali lussi oziosi), si vedrà questa frase concreta col sangue della storia. E’ la frase dei vincitori, di chi ha vinto, dei miglioratori dell’umanità ab origine. Indica il punto del silenzio, dell’accordo diffuso, di un nuovo, immobile fiat. E la donna, incredula e ignara, si è incarnata, finalmente, senza saperlo-volerlo, in quella frase.

  3. Per religione deve intendersi un ordine simbolico, un sistema di valori con un correlato dispositivo pedagogico, un’ideologia con un suo immaginaria, capace di contenere e indirizzare le energie del femminile (del maschile) in quella finestra di massima espressione riproduttiva.
    Oggi è impossibile formare le donne (dell’occidente, primo mondo) al divino insegnamento, a una narrazione di tipo trascendente, al katekon, al magnificat de la ’imago mariae’, che è chiara distinzione di genere e funzioni patriarcale.
    Più che la Rivoluzione Francese ha potuto Hollywood (complottismo?) la massiccia diffusione post-bellico dell’immaginario dell’amore romantico, romcom e cickflicks dell’anglosfera (Sex&City coi suoi Mr Right, Bridget Jones e la riscrittura della femminilità Jane Austen Regency-Vittoriana). Anche le femministe conoscono i danni dell’immignottimento tipo S&C, Gossip Girls o i risvolti tutt’altro che emancipativi di tanti period-drama.
    Le generazioni femminili (istruite) dei paesi sviluppati (anche orientali, quando si dice del soft-power) si sono formate (e lo sono ancora) sentimentalmente-sessualmente su quelle storie, sui personaggi e sulle attrici (basti pensare allo sdoganamento del gender fluid ‘a la Kristen Stewart’ rispetto alla parabola di Jody Foster), sulle posture sempre più immignottenti delle star della musica dagli anni 80 in poi (Madonna, Spice, Rhianna—)
    Secondo punto, se volete incoraggiante (dal punto di vista maschile) è che la donna e la femminilità sono fortemente manipolabili, educabili (?), vitime di cattura immaginaria al di la del supposto determinismo biologico.. lo hanno sempre saputo i preti e lo sanno oggi i maestri di Yoga, gli psicanalisti da tv, fitoterapisti, naturopati e imbroglioni. Si pensi a come un camionista (chad?) untore di Ancona abbia potuto contagiare centinaia di donne…

  4. Tutto molto giusto ma io non condannerei il progressismo a priori perché sfido chiunque a fare il servo della gleba nel medioevo con tutto ciò che questo avrebbe comportato anche sessualmente.
    Inoltre dove vedi maschi aperti al Trascendente in senso reale?

    Perché la tua descrizione di religione è la parte umana e naturale della stessa.
    Di certo non quella del DIO Verbo incarnato rivelatore della santa trinità.
    Ed è da rivedere pure sta cosa dell’appellativo “patriarcale”.
    Un conto è il passaggio dal nomadismo al sedentarismo ( e con la globalizzazione oggi abbiamo una fusione parodistica della sintesi primordiale ) un conto è il patriarcato, che non è mai esistito e dunque usare sto termine è consegnarsi alla retorica altrui.

    A voi che riproponete o rimpiangete il religioso consiglio i due ebrei , guardacaso, adatti ad emanciparsi da quel dio naturale delle varie religioni naturali, Spinoza e Stirner.

    L’evidenza ci è davanti. Se del nous le donne sono “deficitarie” giustamente subiscono la manipolazione ingannevole.
    I maschi che sono meno somatici di queste , difatti vengono “violentati” in ogni dove il loro corpo devirilizzandosi sempre di più ( tipo io )

    1. Provo a rispondere a Deouda, posto che le mie sono personali opinioni non esenti da altrui retoriche…e che ho la dis-grazia di pensare-credere che ‘ambulamus in tenebris’, tutti(maschi e femmine) e che la Lux horta, DIO Verbo rivelato non pulsa a guidare i nostri passi.
      In Occidente le religioni -che personalmente sono sempre costruzioni culturali maschili volte a domare e gestire il femminile -hanno smesso di per-formare a livello psico-sociale (ad eccezione dell’Islam sui suoi fedeli) indirizzando le masse con la conduzione penitenziale, perdendo capacità di cattura e contenimento del femminile all’interno del ruolo famigliare, comunitario.
      Il femminile da almeno 50 anni può dispiegare la sua esuberanza sessuale nei suoi anni migliori al di fuori dagli schemi di possesso patriarcali, s-vincolata da quella narrazione del religioso di cui sopra; Il femminile subisce però la cattura idolatra (?) dei modelli degli immaginari più diversi -diciamo degli Impero culturale anglofono, del Capitalismo- (per es. la fluidità, di genere, l’ingiunzione ad allinearsi all’offerta pornografica sin verguenza, di l’illusione di offrirsi come giumenta al miglior toro, di gestire, posticipare maternità e matrimonio -perfino di uscirne quando crede- di gestire e conservare il corpo col fitness, etc. Persino a livello personale -spirituale verso i 40 si avvicina a una non-religiosità esotico ginnica (senza capire che lo yoga o il buddismo sono esse stesse essenzialmente maschili e falliche), commercializzate, solipsistiche o microcomunitarie. Per il maschio, se a livello di massa vale la stessa manipolabilità, è mia convinzione- che a livello individuale (o di piccolo manipoli di eletti) c’è una tensione costitutiva ineliminabile, fallica, un nocciolo virile ineliminabile performativa (sarà il testosteron) e un tale patrimonio di vie introspettive, spirituali, mistiche create da uomini per uomini. Anche la RedPill è assimimilabile a una via carmelitana, a un bushido, alla via Ignaziana.
      Per il resto concordo con A. Bruckner che non c’è soluzione al problema Incel in termini sistemico-politici se non anelandoo o realizzando distopiche subimission. Non c’è modo di controllare-indirizzare-distribuire a livello sociale il desiderio di una femmina di qualunque grado estetico nei suoi anni migliori (che sono quelli che interessano noi tutti e la Specie), tantomeno garantire durevolezza delle relazioni della maturità-senilità. Il Femminismo stesso (nei suoi vari upgrade) non è in grado oggi e ne è consapevole di gestire la femminilità, di dare un senso alle battaglie del Metoo, etc, perchè ci sono forze che lo trascendono e che in parte sono strutturali alla femminilità.
      Gli Incel -come osserva Zizek- sono il risvolto ineliminabile, il rimosso osceno che tiene in piede la tensione, il polemos col femminile liberato. E’ brutale ma come scrive Zizek -è qui ritorna il tema della manipolabilità femminile- l’unica chance per il maschio (anche sfortunato) è giocarsela nel corpo a corpo, da trickster, dissimilando persino Cause superiori, consapevole che -realisticamente pessimisticamente- ha di fronte un femmina potenzialmente vuota, infantile, volubile, plagiabile dal primo personal trainer, in continuo mutamento.

  5. In estrema sintesi, io accetterei persino la lettura femminista nella misura in cui dimostra la giustezza del “patriarcato”, che d’altro canto è intrinsecamente anti-idolatrico perché in fondo nasce appunto quale reazione al matriarcato primordiale, una auto-divinizzazione del genere femminile per certi aspetti molto simile al femminismo odierno

  6. Mah guarda non è che io meriti delle risposte.
    Certo siamo nelle tenebre ( ma dall’inizio…) , Il sacro è quasi sparito e noi a DIO affidiamo in difficoltà la nostra vita per miriadi di lacci e fragilità ( ma mai saremo esenti da responsabilità al riguardo ) e dunque Lui non guida i nostri passi.Giusto.

    Evidentemente rigetto però la tua opinione sul necessario controllo del femminile non foss’altro che, oltre alla menzogna, si inceda a riconoscere un potere esagerato alle donne o a disprezzarle credendo non possano essere spirituali , memore che chi disprezza compra.
    Inoltre da cristiano non posso neanche accettare la presentazione del fenomeno religioso in senso di controllo ed impostazione del sociale, cosa innegabile ma marginale e collaterale perlomeno all’unica ed una religione rivelata che è il cristianesimo stesso.

    Per quanto riguarda l’Islam , anche qui è un po’ triste constatare che gli si conceda una forza che non ha, dipendente quindi da una considerazione tutta atlatica-europea.D’altronde sentirsi ripetere che l’Islam è violento ( come poi se essere rettamente violenti fosse sbagliato…) è non mirare al problema della sua intrinseca ipocrisia, riscontrabile anche nel modello induista a voler ribadire questo gioco fra complementari che ho fatto mio.

    Quindi tu parli di religioni in occidente…ma è chiaro che in realtà tu ti riferisca ad una sola e ben palese.
    Non poteva non essere così, appartenere ad un blocco non garantirà che esso non sia composto da merde o traditori, e la cartina tornasole si chiama cristianesimo.

    Ugualmente insisti sul femminile ma il maschile è altrettanto perso e le disamine con cui corrobori il tuo discorso, a peggior ragione, dovrebbero portare a condannare prima il maschile che spaventarsi di tutto quello che si introietta ( ancora di più giust’appunto ) nelle femmine visto che evidentemente non si è avuta neanche la possibilità di rendersi conto che la guerra è stata persa, almeno sul piano umano, e di solito le guerre in passato le facevano i maschi non le femmine.

    Per quanto riguarda il testosterone, dovresti riflettere che le donne negre hanno un’altissima quantità di questo in più rispetto alle asiatiche, ed un po’ in più rispetto alle caucasiche.
    Non è il testosterone la molla, che d’altronde con facilità si converte in estrogeni femminili, ma il DHT.Questo discorso ti porterebbe a credere alla favola della maggiore prestanza fisica dei congoidi tra l’altro.

    La redpill come voi la chiamate già è un prodotto commerciale ed inoltre fomenta l’humus adatto per sperare in una risoluzione estranea a sé ed a Dio ( se si vuole o lo si crede ).
    Perché tralasciando lo scenario distipico, è già paventarlo averli/averle dichiarati/e vincitori/vincitrici, non solo nel qui ed ora, ma nella proposta visto che le descrizioni di solito si confanno sempre a cedimenti culturali e religiosi vergognosi.

    Ad ogni modo se la femmina è plagiabile , non si potrebbe essere IL “plagiatore” per essa?
    Ecco perché ho scritto questo:

    “Se del nous le donne sono “deficitarie” giustamente subiscono la manipolazione ingannevole.
    I maschi che sono meno somatici di queste , difatti vengono “violentati” in ogni dove il loro corpo devirilizzandosi sempre di più”

    parlare di bushido e sapere poi chi fossero i samurai ed il loro sistema sociale lì fra i nippocosi è poi un po’ comico, se non tragico, come infondo dare ancora credito a quei marrani dei gesuiti con tutti i casini che hanno favorito fin da subito.

    Da che mondo è mondo i maschi comandano le proprie femmine mentre queste gestiscono i propri maschi.Ecco perché ho scritto, ribadisco, la frase più sù.

    Per il resto ripeto che capitalismo è un termine vuoto…si può affermare tranquillamente che non siamo nel neoliberismo ma in un neosocialismo.
    E sarebbe falso comunque perché il sistema è ben peggio delle descrizioni che ne si possono fare fermandosi al solo piano economico.

  7. Non è che sotto sotto mi state tutti trollando? (Anche se i “brevi scambi di battute” con Daudone in effetti finiscono sempre così)

    1. Credo che non si trolli. Chi è arrivato qui ne ha più voglia. Semmai si potrebbe trollare la redpill e la blackpill, versioni pop di un ricordo, sbiadito, del pensiero.
      Se ho ben capito, ma non è necessario che abbia capito, su alcune cose credo che “Daudone” abbia ragione:
      1) il ginocentrismo contemporaneo è emersione di una struttura più profonda. Le donne, in quanto donne, non c’entrano niente.
      2) I maschi, non le femmine, sono quelli che hanno perso e sono persi.
      3) A destra e a sinistra (soprattutto a destra) sono tutti comunisti (vd., in parte, punto 1). Il neo-liberismo è un vetero-comunismo.
      4) il fisico (p.e. il testosterone) non può spiegare il metafisico (semmai è il contrario). Il testosterone è espressione, fisica, di una struttura metafisica.
      5) chiaramente, la lettura economico-marxista funziona solo relativamete ad un epoca (come la nostra) economicamente marxista. Quindi è ridicolmente tautologica.

      1. No Mister T non si trolla, è il puro godimento della ‘tertulia’, del ‘questionare’ (Altervista suggerisce il “rispondi”) spesso forzando, colorando, tagliando le chicane dell’argomentare.
        Comunque tolto il bushido, bannati gli esercizi gesuiti, Dawi vorrà concedermi la notte oscura e il Monte Carmelo…

        1. Beh se il neo-liberismo è un vetero comunismo il giorno abbagliante è lo stesso.

          Per il resto il bushido è nel cerchio mentre anche la metafisica ha una struttura. Buono a sapersi, ma avevamo sempre saputo che il nemico non viene, sorge.

          1. Bhagavad Gita [39-42]

            [39]Con la distruzione della dinastia crolla l’eterna tradizione familiare; in questo modo i discendenti della famiglia rimangono coinvolti in pratiche contrarie alla religione.
            [40]O Krishna, quando nella famiglia predomina l’irreligione, le donne si corrompono e dalla loro degradazione, o discendente di Vrisni, nasce una prole indesiderata.
            [41]L’aumento di una popolazione indesiderata è certamente causa di una vita infernale per la famiglia e per coloro che ne distruggono la tradizione. Gli antenati di queste famiglie corrotte si degradano perché le offerte di cibo e d’acqua a loro vantaggio vengono completamente interrotte.
            [42]A causa delle azioni malvagie di coloro che distruggono la tradizione familiare e danno nascita a una prole indesiderata, tutti i progetti di vita in comune e le attività tese al benessere della famiglia vanno in rovina.

    2. A Robbé dovremmo essere abbastanza cresciuti per sapere che esprimere un’opinione è trollare ipso facto. Le red pill vanno a braccetto colle frustrazioni della gente.

  8. Devo prendermi un po’ di tempo per rileggere tutto e rispondere con un post, però voglio farlo, anche perché obiettivamente non ho molto altro da fare

  9. Quel passaggio del Bhagavad Gita c’è la con le madri single o con i poveri incel, o con gli incel che nascono dalle madri single ipergamiche?
    In ogni caso io preferisco Aristotele

    “Inoltre la libertà concessa alle donne è dannosa sia all’intento della costituzione sia alla felicità dello stato. Perché, come l’uomo e la donna sono parte della famiglia, è chiaro che anche lo stato si deve ritenere diviso press’a poco in due ruppi separati, quello degli uomini e quello delle donne: di conseguenza, in tutte le costituzioni nelle quali la posizione delle donne è mal definita, bisogna credere che la metà dello stato sia senza leggi. Il che è accaduto precisamente a Sparta: il legislatore, volendo che tutto lo stato fosse forte, proseguì apertamente le sue intenzioni in rapporto agli uomini, le trascurò invece con le donne: per ciò esse vivono senza freno, rotte a ogni dissolutezza e lussuria. È inevitabile, quindi, tanto più se gli uomini si trovano ad essere dominati dalle donne, come succede nella maggior parte delle razze militari e guerriere, a eccezione dei Celti e di quanti altri popoli hanno apertamente in onore la relazione tra uomini. E non senza ragione pare che l’autore primo dei miti abbia congiunto Ares e Afrodite, perché si vede che tutti gli uomini di tal sorta sono attratti dall’intimità cogli uomini o con le donne. Per questo il fenomeno si è verificato presso i Laconi e durante il tempo della loro egemonia dalle donne” (Politica, II, 1269 b)

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